Sinossi
P’som Sett è uno spettacolo teatrale che nasce da un’indagine che conduco fin dall’infanzia: l’osservazione del mondo animale come chiave per interrogarmi su me stessa.
Il lavoro si configura come un’esplorazione esistenziale sul rapporto tra essere umano e animalità, mettendo in discussione i confini tra le specie.
L’essere umano deriva dall’animale, eppure teme di esserlo. Non è un caso che nelle narrazioni di metamorfosi siano gli umani a trasformarsi in animali: raramente accade il contrario. È l’essere umano a guardare indietro, a rimpiangere una condizione perduta. L’animale, invece, non aspira all’umanità. L’animalità resta lì, una vita che coincide perfettamente con sé stessa, e l’animale si contenta perché non esiste scarto tra la vita che vive e quella che avrebbe voluto vivere. La sua esistenza è piena, ovunque sia: le rondini si inseguono nel cielo tanto sopra i tetti di un borgo che tra i palazzi di una periferia, il contesto cambia, ma il movimento resta. E in quel movimento, la vita è sempre intera.
Ricerca artistica
Lo spettacolo si sviluppa come un viaggio a ritroso attraverso una partitura vocale e coreografica: un attraversamento in cui l’essere umano non si trasforma in animale come regressione, ma riconosce nell’animalità una dimensione originaria e presente. Il riferimento si intreccia idealmente con l’immaginario kafkiano, ribaltandone la prospettiva: se nella metamorfosi il corpo diventa prigione, in P’som Sett il corpo si apre come spazio di possibilità, di fuga e di trasformazione. In scena emerge un corpo composito, fatto di frammenti, tracce e memorie di molte specie. Un corpo che non è unitario ma stratificato, abitato da molteplici forme di vita. L’animalità diventa così una lente attraverso cui osservarsi, una condizione in cui non esiste scarto tra ciò che si è e ciò che si fa. Il gesto coincide con l’essere. La ricerca drammaturgica e coreografica si concentrano proprio su questa qualità di presenza piena e radicata nel presente; il movimento e la parola sono una necessità, un’emersione autentica che nasce dal corpo come archivio vivente di memoria, desiderio, fragilità e forza. P’som Sett racconta di un essere umano capace di riconoscersi animale.
Crediti
Cocept e regia: Iris Pesenti
Con: Iris Pesenti, Agnese Bocchi e Tobia Scarrocchia
Produzione: Bocchi/Scarrocchia Compagnia Teatrale





